eritrocina sclerosi a placche leucoencefalomielite malattia demielinizzante tetraparesi spastica sclerosi laterale amiotrofica
Dr. Domenico Fiore: sclerosi multipla Dr. Domenico FIORE
V.le Madonna delle Grazie, 17
35028 Piove di Sacco (Padova)

SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA:
EZIOLOGIA - PATOGENESI - TRATTAMENTO
(Aggiornato a febbraio 2004)

Attenzione: La trattazione completa è disponibile a questa pagina

 

La Sclerosi Laterale Amiotrofica è una malattia tossi-infettiva da Bordetella Pertussis. Dalle ricerche del Dr. Domenico Fiore risulta che Bordetella Pertussis, oltre che della pertosse infantile, è agente eziologico di molte gravissime malattie nell'adulto (SM, SLA, Parkinson, Miastenia). Per le leggi di precipitazione degli immunocomplessi e per il potere immunogeno delle tossine della Bordetella, dopo la pertosse, ad una nuova infezione non si ha precipitazione di immunocomplessi su mucosa e sottomucosa respiratorie: non si evoca il riflesso della tosse. Bordetella Pertussis vive solo nell'Uomo: il suo nome giusto è Bordetella Hominis [ vedi Bordetella Hominis e Vaccini antipertosse ].
Dalle ricerche del Dr. Domenico Fiore risulta che, nella Sclerosi Laterale Amiotrofica, il trattamento antibiotico specifico precoce previene l'instaurarsi di disabilità; in tutti i casi, la terapia antibiotica specifica arresta la progressione della malattia.

RIASSUNTO

In sessantacinque pazienti con sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e otto con altre neuropatie senza placche (NSP), ho ricercato gli anticorpi anti Bordetella Pertussis (BP) con la metodica usata per la sclerosi multipla (SM) ( vedi note 1, 2 ):

tutti sono risultati affetti da una infezione-BP in atto.

In una data Specie animale, l’encefalite allergica sperimentale (EAS) ( vedi nota3 ), nella forma considerata modello sperimentale della SM umana, può essere indotta solo nelle razze con astrociti produttori di Antigeni-HLA di II classe, non si sviluppa nelle razze che hanno gli astrociti non-produttori di Antigeni-HLA di II classe; anticorpi anti Antigeni-HLA di II classe inibiscono l’insorgenza dell’EAS;

«Una soppressione della risposta immune e dell’attivazione linfocitaria da parte degli immunocomplessi è nota da tempo ( vedi nota 4 )». Al contrario degli altri antigeni che come risposta immune secondaria fanno produrre solo IgG, le endotossine (Lipopolisaccaride-LPS) inducono produzione protratta di IgM, in associazione o, addirittura, in alternativa alle IgG ( vedi nota 5 ). I complessi immuni costituiti da tossine-BP e IgM, quando raggiungono un livello abbastanza alto, inibiscono la produzione anticorpale delle IgM; per un certo tempo non si formano grossi complessi immuni; quelli già circolanti (CIC), un po’ alla volta vengono eliminati dal Sistema Reticolo-Endoteliale; cessa l’effetto inibitorio. Nelle infezioni croniche (passaggio protratto di tossine in circolo), cessato l’effetto inibitorio da CIC, ricomincia la produzione di nuovi anticorpi e la formazione di nuovi CIC, si arriva ad una nuova inibizione della produzione anticorpale (IgM). Questi cicli si ripetono finchè dura la produzione di endotossine (finchè dura l’infezione).

Nelle tossi-infezioni da Bordetelle, i meccanismi patogenetici iniziali (re-infezione pertussica in soggetto con difetto della barriera muco-ciliare, passaggio di tossine-BP in circolo, formazione di CIC) sono quelli descritti per la SM ( vedi note 1, 2 ).

Nelle due categorie di neuropatie (con placche o senza placche) è il ruolo degli astrociti e dei CIC a fare la differenza.

  • nella SM, gli astrociti sono produttori di Antigeni-HLA di II classe, nel contesto di questi antigeni presentano ai linfociti-T circolanti gli antigeni estranei (tossine pertussiche) processati, si arriva ad una "adesione stabile" tra endoteli e linfomonociti circolanti. I CIC, “trattenuti” in sede di adesione stabile, precipitano nel SNC; in circolo, i complessi immuni costituiti da IgM e tossine-BP non raggiungono concentrazioni tanto elevate da risultare inibitorie.
  • nella SLA e nelle altre NSP, gli astrociti non sono produttori di Antigeni-HLA di II classe; non si arriva all'adesione stabile tra gli endoteli dei vasi cerebrali e i linfomonociti circolanti. I complessi immuni che si formano continuano a viaggiare nel sangue fino a quando non vengano trattenuti e distrutti dal Sistema Reticolo-Endoteliale (Milza e Fegato). La permanenza in circolo della maggior parte dei complessi immuni che si formano, porta ad un loro progressivo aumento, per cui alla fine scattano i meccanismi inibitori che i complessi Tossine-BP/IgM esercitano sulla produzione delle IgM. Nelle infezioni pertussiche croniche in soggetti con astrociti non-produttori di Antigeni-HLA di II classe, durante le fasi di inibizione da complessi immuni (mancanza relativa di anticorpi) le tossine-BP che passano nel sangue vanno a fissarsi direttamente sui neuroepiteli; a questo punto, tornano in gioco il potere patogeno delle tossine pertussiche ( vedi note 6 - 12 ) ed il ruolo degli astrociti nella fisiologia del SNC ( vedi nota 3 ).

Nelle tossi-infezioni da Bordetelle, oltre ai danni prodotti dalla Tossina Pertussica direttamente sui neuroni (ADP-fosforilazione delle Proteine-G-inibitrici; attivazione delle fosfolipasi; interferenza sui canali ionici), l'inibizione delle ATPasi ad opera della Tossina Dermonecrotica non permette più agli astrociti di produrre quantità "sufficienti" di glutammina e lattato.

Nella SLA: - se l'astrocita non fornisce al primo motoneurone una quantità sufficiente di di lattato (essenziale fonte di energia per i neuroni) e di glutammina ( vedi nota 10 - 12 ), il motoneurone non può produrre il glutammato necessario a trasmettere l'impulso al secondo motoneurone; - per la mancata rimozione del glutammato liberato nella sinapsi dal primo motoneurone (rimozione non possibile per l'inibizione della ATPasi astrocitaria ad opera della tossina Dermonecrotica), il secondo motoneurone subisce un effetto eccitocitotossico, che lo porta rapidamente a morte.

L’eziologia infettiva (Bordetella Pertussis) spiega anche gli aspetti più interessanti della epidemiologia ( vedi nota 13 ) della SLA:

  1. la maggior frequenza di malattie neurodegenerative tra i parenti di primo e secondo grado di pazienti SLA;
  2. i cluster di malattia negli individui che lavorano nello stesso ambiente o che vivono nello stesso edificio;
  3. i cosiddetti casi di SLA coniugale, cioè l’insorgenza della malattia in entrambi i coniugi (ne sono stati descritti una ventina di casi).

La sclerosi laterale amiotrofica e alcune altre neuropatie senza placche sono causate da una re-infezione (tossi-infezione) da Bordetella Pertussis in soggetti con astrociti non-produttori di Antigeni HLA di II classe; per la loro patogenesi sono da considerare “modelli naturali” della sclerosi multipla cronica-progressiva trattata con immunosoppressori.

IMPLICAZIONI - TRATTAMENTO

Nella SLA e nelle altre neuropatie senza placche (le tossine attaccano direttamente i neuroepiteli) i danni, già in atto al momento della diagnosi eziologica, non saranno riparati; i benefici verranno dalla tempestività con cui sarà posta la diagnosi eziologica e sarà instaurato il trattamento antibiotico specifico. L'etilsuccinato di eritromicina dovrà essere somministrato ai primi sintomi di malattia per impedire l'insorgenza della grave e irreversibile disabilità e per minimizzare l'insorgenza di una reazione di Jarisch-Erxheimer, che nei pazienti in fase avanzata di malattia potrà risultare pericolosa (in rapporto con la quantità di Bordetelle, presenti sulle mucose del paziente, uccise dall'antibiotico). Sapendo che, con l'eritrocina, la bonifica delle mucose si ottiene sempre in una ventina di giorni (non esistono ceppi di Bordetelle resistenti all'eritrocina), in tutti i casi il danno tossinico aggiuntivo (reazione di Erxheimer = shock tossinico) potrà essere evitato sottoponendo il paziente a plasmaferesi nelle prime due setttimane di trattamento antibiotico. Si dovrebbe adottare il protocollo previsto per la Sindrome di Guillain-Barrè (linee guida della Società Italiana di Emaferesi e Autotrasfusione, S.I.di E.), opportunamente modificato. Nella SLA, si dovrebbero fare sei-otto plasmaferesi nei primi quindici-venti giorni di trattamento antibiotico (indicativamente, nei giorni: ( vedi note 2-4, 6, 8, 10, 12, 15 )); dopo, a mucose bonificate, non passano più tossine in circolo e la plasmaferesi sarebbe inutile (superflua).

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