sclerosi multipla placche Domenico Fiore bordetelle encefalite marijuana virus astrociti neurologia ebv barriera muco-ciliare
Dr. Domenico Fiore: sclerosi multipla Dr. Domenico FIORE
V.le Madonna delle Grazie, 17
35028 Piove di Sacco (Padova)
ENCEFALITE ALLERGICA SPERIMENTALE

L'epidemiologia della Sclerosi Multipla (SM) dimostra che all'insorgenza della malattia concorrono un fattore ambientale (certamente un agente infettivo) e un fattore individuale ( vedi nota 1 ).

Modello sperimentale della SM umana è universalmente considerata l'encefalite allergica sperimentale (EAS), che s'induce immunizzando gli animali per via intradermica con omogenato di midollo spinale, iniettato insieme ad adiuvante completo di Freund (ACF). Dopo 2-3 settimane insorgono i disturbi neurologici (turbe dell'equilibrio, della visione e della minzione; paralisi) ( vedi note 2, 3 ), sintomi di una encefalite acuta generalizzata, comune, che porta a morte tutti gli animali, tranne certi ratti che guariscono completamente.

La demielinizzazione è preceduta, dal quinto giorno dall'immunizzazione, da invasione del tessuto cerebrale da parte di linfociti-T ("messaggeri di morte") e, immediatamente prima delle manifestazioni cliniche, da infiltrazione perivascolare di linfociti-B e macrofagi. Una EAS cronica-ricorrente s'induce, in alcuni ceppi di cavie, immunizzando soggetti maschi giovanissimi, con una singola dose di midollo spinale singenico in ACF, iniettato in regione nucale. Con questo protocollo, l'EAS insorge dopo una latenza di 8-12 settimane e, con remissioni e riacutizzazioni, dura tutta la vita dell'animale.

Più spesso, in patologia sperimentale ( vedi note 4, 5 ), si provoca una EAS comune, immunizzando gli animali per via intradermica con proteina basica della mielina o con omogenato di midollo spinale in ACF e somministrando endovena, nel giorno dell'inoculazione dell'antigene e 48 ore più tardi, Bordetelle Pertussis (BP) uccise. In ratti Lewis, se si sostituisce l'adiuvante completo di Freund con BP uccise, si produce una "EAS iper-acuta generalizzata" , che insorge dopo soli 7-8 giorni dall'iniezione del vaccino antipertosse e porta a morte tutti gli animali per lesioni cerebrali vascolari e perivascolari intense ( vedi note 2, 3 ).

In questa forma, il tempo di latenza è troppo breve per l'instaurarsi di una ipersensibilità ritardata, mentre coincide con quello necessario alla produzione di anticorpi specifici antipertosse e di complessi immuni circolanti (CIC); le lesioni anatomopatologiche sono quelle classiche da precipitazione di complessi immuni ( vedi note 6, 7 ). Abbiamo visto che le forme cliniche e anatomopatologiche classiche di EAS, non si ottengono in tutte le razze di Topi, di Ratti e di Cavie, ma solo in determinati ceppi. Si è visto che l`encefalite allergica sperimentale può essere indotta nei Ratti Lewis, i cui Astrociti sono produttori di Ag-HLA di II cl; non può essere indotta nei Surmolotti (comuni topi di chiavica), i cui Astrociti non sono produttori di Ag-HLA di II cl ( vedi nota 8 ).

Queste osservazioni assegnano agli Astrociti un ruolo determinante nell'insorgenza dell'EAS classica, nella sua forma considerata modello animale della SM umana. Sugli Astrociti, anche nell'Uomo, sono state dimostrate le molecole del MHC: Ag-HLA di I e di II classe. Ma, nella stassa Specie: gli Astrociti di alcune razze producono gli Ag-HLA di II cl; gli Astrociti di altre razze sono incapaci di produrne. Degli Astrociti ricordo che, nell'Uomo, essi svolgono numerosi ruoli attivi nel mantenimento della fisiologia cerebrale normale ( vedi nota 8 ):

  • regolano il bilancio del potassio nello spazio extracellulare;
  • hanno sistemi ionici per il trasporto e lo scambio in coppia di Na e H e di Cl e bicarbonati;
  • contribuiscono al mantenimento dell`integrità della barriera emato-encefalica (giunzioni strette; avventizia vasale);
  • svolgono il compito di Antigen Presenting Cells (APC);
  • in risposta a stimoli flogogeni producono Interleuchina1.
Questi dati indicano negli Astrociti (produttori, o, non-produttori di Ags-HLA di II cl ) il probabile "secondo fattore individuale" della SM (vedi: Integrale 1993).
Note bibliografiche:
  1. Rosati G.-Granieri E (1990).: Manuale di Neuroepidemiologia Clinica. N I S Ed., Roma. 143-182.
  2. Escourolle R.-Hauw J.J. (1980): Enéphalomyélite Allergique Expérimentale. in, Charpin J.: Allergologie. Flammarion, Paris. 472-479 (477).
  3. Masala C.-Biondi M. (1989): Encefalite allergica sperimentale. in Dammacco F.: Immunologia in Medicina. edi-ermes, Milano. 741-744
  4. Waldor M.F. et Altri (1985): Reversal of Experimental Allergic Encephalomyelitis with Antibody to T-cell subset Marker.Science. Vol 222,. 415-417.
  5. Waisman A. et Altri (1996): Suppressive vaccinati on with DNA encoding a variable region gene of the T-cell receptor prevents autoimmune encephalomyelitis and activate Th2 immunity. Nature Medicine. Vol. 2, august, 891-895.
  6. Ferrarini M. - Grossi C.E (1986): Immunologia Medica. edi-ermes. Milano. Vol II, 296-304.
  7. Bach J.F. - Le Savre P. (1981): Immunologia. Marrapese DEMI. Roma. 181-187.
  8. Kimelberg H.K.- Noremberg M.D.: Gli Astrociti. Le Scienze. Anno XXII. Vol XLII, No 25), 6/1989. 54-62.
Indice    Inizio pagina
Dr. Domenico Fiore ©1990-2001 Tutti i diritti riservati - È vietata la riproduzione senza il consenso scritto dell'Autore