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Dr. Domenico FIORE V.le Madonna delle Grazie, 17 35028 Piove di Sacco (Padova) |
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MORBO DI PARKINSON Il morbo di Parkinson è una malattia tossi-infettiva da Bordetella
Pertussis. Dalle ricerche del Dr. Domenico Fiore risulta che Bordetella
Pertussis, oltre che della pertosse infantile, è agente eziologico
di molte gravissime malattie nell'adulto (SM, SLA, Parkinson,
Miastenia). Per le leggi di precipitazione degli immunocomplessi
e per il potere immunogeno delle tossine della Bordetella, dopo la pertosse,
ad una nuova infezione non si ha precipitazione di immunocomplessi su
mucosa e sottomucosa respiratorie: non si evoca il riflesso della tosse.
Premesse.
Discussione. Per verificare se anche il Parkinson sia dovuto ad una tossi-infezione da Bordetella Pertussis, ho chiesto gli anticorpi anti Bordetella in cinque pazienti con Parkinson definito ed in un paziente in cui prima è stata posta diagnosi di Parkinson e, dieci anni dopo, di Sclerosi Laterale Amiotrofica: in tutti la ricerca degli anticorpi anti Bordetella è risultata nettamente positiva. Essendo la neuromelanina un polimero melaninico, per analogia con il
più classico dei polimeri fisiologici (il glicogeno), dobbiamo
aspettarci che, nei neuroni che utilizzano come neurotrasmettitore la
dopamina, la neuromelanina abbia il ruolo fisiologico di "deposito"
di dopamina pronta (utilizzabile al bisogno, senza doverla sintetizzare
di volta in volta). La sostanziale identità di struttura chimico-fisica
della melanina e della neuromelanina (melanina inglobata in matrice glico-lipidica)
dimostra che i neuroni pigmentati della Substantia Nigra (SN) fagocitano
dall'esterno la melanina e la inglobano in una matrice glico-lipidica. In una tossi-infezione cronica da Bordetelle:
Rinviando per i riferimenti bibliografici al mio sito web ( www.domenicofiore.it ), vediamo le azioni patogene delle principali tossine pertussiche. TOSSINA PERTUSSICA (PTx) o Lymphocitosis Promoting Factor (LPF)
La PTx (LPF) promuove linfocitosi, che, in vivo, è dovuta soprattutto a ridistribuzione dei linfociti B e T (soprattutto dei T, che rimangono nel sangue circolante perché il fissarsi del LPF alla loro membrana li rende incapaci di rientrare negli organi linfoidi). La PTx è uno dei più potenti attivatori policlonali aspecifici timo-indipendente che si conosca: induce sui linfociti-B un fortissimo stimolo alla produzione di anticorpi, non solo contro la B. Pertussis, ma anche contro altri agenti infettivi con i quali il soggetto sia venuto precedentemente a contatto (anticorpi anamnestici). La PTx è un potente mitogeno; studiandone in vitro l`effetto, in seconda giornata ed in presenza di "cellule accessorie" (Antigen Presenting Cells) si ha proliferazione linfocitaria, essenzialmente T. L`effetto mitogeno è pari a quello della concanavalina-A (meccanismi e recettori differenti) e può esser prevenuto con siero anti Thy-1. Dal terzo giorno compare una attività citotossica (che può essere inibita da siero anti-LPF) sia verso cellule estranee (allogeniche), che verso cellule proprie (singeniche): è insorta autocitotossicità. Questa autocitotossicità produce la demielinizzazione, caratteristica della SM: i linfociti-T, preliminarmente attivati a livello sistemico dal LPF, nelle placche vengono a contatto con il tessuto nervoso (mielina compresa) e diventano autocitotossici. Non si ha demielinizzazione nelle neuropatie senza placche, perché manca il contatto diretto linfociti-T / mielina, che si stabilisce solo in sede di placca. LIPOPOLISACCARIDE. Il Lipopolisaccaride (LPS): è forte attivatore policlonale aspecifico timo-indipendente dei linfociti B; innesca la reazione bi-direzionale tra macrofagi e linfociti T-helper (produzione di gamma-interferon e Interleuchina-2); esalta l`attività fagocitaria, microbicida e citocida dei macrofagi; nell'adulto, il suo passaggio protratto nel sangue induce sintesi prolungata e ciclica di IgM, in associazione (talvolta in alternativa) alle IgG. TOSSINA DERMONECROTICA-CITOTRACHEALE (TDN-TCT), nota anche come "tossina letale nel topo", produce inibizione di ATPasi Na+ e K+ dipendenti (enzima che regola anche l'apertura dei canali ionici del K+). Nei neuroni, l'ATPasi: fornisce energia alla pompa ionica che trasporta tre ioni Na fuori e due ioni K dentro la cellula; fornisce l'energia per il trasporto di zuccheri e aminoacidi dentro la cellula. La TDN è specificamente tossica per le cellule ciliate (tali sono embriologicamente i neuroepiteli) in cui blocca la sintesi del DNA (meccanismo sconosciuto). Per questa citotossicità sulle cellule delle alte vie respiratorie è chiamata anche "Tossina Citotracheale" (TCT). Questa tossina è un tetrapeptide disaccaride derivato dal peptidoglicano; è identica allo "sleep-promoting factor" isolato dal sistema nervoso dei mammiferi. La TDN-TCT è una esotossina che, non essendo una proteina, non stimola la produzione di anticorpi specifici: ; esplica le sue azioni patogene a livello sistemico, ma soprattutto (non esclusivamente) nelle immediate vicinanze del sito di produzione: provoca forte e prolungata vasocostrizione, che porta fino alla necrosi ischemica del tessuto non più irrorato. Oltre alla caratteristica azione dermonecrotica, la TDN-TCT provoca produzione di ossido nitrico e, anche sperimentalmente, mancata ossificazione dei turbinati per alterazione del metabolismo del calcio e per inibizione degli osteoblasti. "La TDN si libera dalla cellula batterica insieme ad alcune vescicole (visibili al microscopio elettronico) che si formano sulla membrana batterica a spese della medesima". La TDN-TCT non viene prodotta sempre e da tutti i ceppi di Bordetella: per "modulazione antigenica-fenotipica" (carattere genetico ad espressione variabile e reversibile) questa tossina viene prodotta a periodi, solo da alcune generazioni di Bordetelle, non sempre dalle generazioni successive. Questo significa che la TDN-TCT non sarà in causa in tutti i pazienti e non sarà in gioco in tutte le fasi della malattia. FATTORE STROMATO-ADESIVO DI PILLEMER. Si fissa in modo irreversibile agli stromi dei globuli rossi, alla membrana e al citoscheletro dei neuroepiteli; si fissa al glicosfingolipide GM1, che agisce come recettore di superficie e contribuisce al legame della cellula alle altre cellule e al medium extracellulare. Potrebbe spiegare gli anticorpi anti-GM1 della SLA (rivolti contro i glicosfingolipidi di membrana "modificati antigenicamente " dalla presenza del fattore SPA). ADENILATOCICLASI (ADN-c). È una tossina batterica diversa
dall'ADN-c delle cellule eucariote (La Placa M.: Microbiologia
Medica. Esculapio, 1995. 146-148). Si fissa ai neuroepiteli tramite
un recettore di membrana specifico, il GM1. Quando l'ADN-c pertussico
si fissa alle cellule eucariote attiva una ADP-ribosil-trasferasi, che,
in presenza di Ca++, viene attivata dalla Calmodulina endogena e provoca
aumento eccessivo di AMP-ciclico. L'aumento del Calcio intracellulare
(indotto dall'AMP-c e dalle reazioni di ADP-ribosilazione) attiva la NO-sintetasi
calcio-dipendente con produzione di monossido di azoto. La Bordetella
produce anche una seconda ADN-c che, con meccanismo sconosciuto, inibisce
la fagocitosi (dimostrato nei neutrofili). A questo punto, per evidenziare l'importanza dei fenomeni biochimici
alterati dalle tossine petussiche, ripropongo la fisiologia dei meccanismi
in gioco:
L'aumento dell'AMP-c o del livello di Ca++ influenza le cellule stimolando
le Chinasi A e le Chinasi CaM. Queste Chinasi fosforilano proteine bersaglio
specifiche e ne alterano l'attività. Ciascun tipo di cellula ha
una serie di proteine bersaglio (regolate da questi meccanismi), che permettono
alla cellula di produrre la sua risposta caratteristica a questi mediatori
intracellulari e ampliare enormemente le risposte ai segnali extracellulari.
Normalmente, le risposte mediate da questi recettori sono spente rapidamente
quando il Ligando (segnale extracellulare) viene rimosso: le proteine.G
si autoinattivano idrolizzando il GTP legato; IP3 viene rapidamente defosforilato;
il diacilglicerolo è rapidamente demolito; i nucleotidi ciclici
sono idrolizzati da fosfodiesterasi; Ca++ è rapidamente pompato
fuori dal citosol ; le proteine vengono defosforilate. Se le proteine-G-inibitrici
sono "bloccate" nella loro forma inattiva dalla Tossina Pertussica,
questi processi biochimici, essenziali per la funzionalità e la
sopravvivenza della cellula, sono impossibili e diventano cruciali se
si ricorda che l'Acetilcolina agisce proprio su recettori legati a proteine-G
e a fosfoinositidi.. Nella reazione di poli-ADP-ribosilazione si succedono quattro tappe:
La poli-ADP-ribosilazione è una reazione che comporta, quindi, un notevole dispendio energetico. Sebbene diversi tipi di proteine nucleari possano essere modificate dalla PARP, uno dei migliori accettori del poli(ADPR) è curiosamente l'enzima stesso. La PARP (costituita da una singola catena polipeptidica avente un peso molecolare di circa 115 Kd) utilizza il NAD+ come substrato e richiede ioni zinco (Zn++) quali cofattori. Per l'attività dell'enzima è necessaria, inoltre, la presenza di DNA con punti di rottura su singolo o doppio filamento. Questa caratteristica è molto importante per comprendere il ruolo fisiopatologico dell'enzima perché esso viene prontamente attivato quando si verificano danni a carico del DNA. La porzione ammino-terminale della PARP contiene il sito legante il DNA, costituito da due cosiddette "dita di zinco", ossia strutture capaci di chelare ioni zinco. Generalmente tali strutture sono presenti nelle proteine che sono in grado di riconoscere sequenze specifiche del DNA. Invece, le due dita di Zn presenti nella PARP sembrano svolgere ruoli particolari: - uno riconoscerebbe il punto di rottura sul DNA e consentirebbe la formazione del complesso fra proteina e DNA; - l'altro sembrerebbe attivare, subito dopo, il sito catalitico dell'enzima. La poli-ADP-ribosilazione è coinvolta in vari processi vitali degli organismi:
Alla base dell'intervento della PARP in tutti questi processi è
un fattore comune: un DNA con punti di rottura. Sinteticamente: la PARP,
dopo aver riconosciuta una rottura nel DNA, vi si lega e si attiva; le
proteine cromosomiche prossime ai punti di rottura (PARP e istoni compresi)
vengono ADP-ribosilate e allontanate dal DNA; si ha un rilassamento della
superstruttura della cromatina, che facilita l'accesso degli enzimi di
riparazione del DNA (DNA-elicasi-A e DNA-topoisomerasi-I); sulle proteine
allontanate dal DNA intervengono gli enzimi degradativi che ne staccano
il poli-ADPR. Se i danni al DNA non sono stati gravi, il risultato finale
di queste reazioni è la ricostituzione di una catena di DNA "normale";
se, invece, i danni sono stati gravi la poli-ADPR attiva i meccanismi
dell'apoptosi che portano a morte la cellula (l'eliminazione di una cellula
con DNA pesantemente 'alterato' serve a conservare l'identità e
la salute di quell'organismo). Un esempio dimostrativo della seconda funzione
della PARP (attivazione dell'apoptosi) viene dall'effetto del glutammato
che in alte concentrazioni induce la morte dei neuroni del SNC. Si è
visto che nelle cellule trattate con glutammato il DNA viene rapidamente
frammentato, con conseguente aumento sproporzionato della sintesi dell'ADPR
negli acidi nucleici e morte cellulare. L'aumento del poli-ADPR e la successiva
morte cellulare non avvengono se, prima del glutammato, le cellule sono
incubate con inibitori della PARP. Si pensa che i danni al DNA dei neuroni
trattati con glutammato siano indotti dal monossido di azoto (NO), prodotto
dall'enzima NO-sintetasi: poiché l'attività della NO-sintetasi
dipende dalla concentrazione intracellulare di ioni Ca++ (di cui il glutammato
induce un aumento) è possibile che la morte neuronale da glutammato
sia mediata dal monossido di azoto. Conclusione. Nel Parkinson:
Con le azioni patogene delle Bordetelle si spiegano:
Trattamento: Altre informazioni su www.morbo-parkinson.it
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senza il consenso scritto dell'Autore Aggiornamento: Febbraio 2005 |